25 ott 2018 - 20.30

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Target: tutti

Esiste una via latina alla Smart City?

Interviene Giulio Ceppi

Architetto, curatore della mostra Smart City: Materials, Technologies and People

Giovedì 25 ottobre 

Alle ore 20:30

Presso i Capannoncini del Parco del Mella

 

Per una via latina alla Smart City ovvero l’era degli smart citizens e della City for all

Con la mostra voluta da Material ConneXion® Italia in occasione della Design Week 2018, vogliamo declinare in forma diversa ed innovativa il concetto di Smart City, sapendo che tale espressione è connotata da una sorta di tecno-pragmatismo di matrice anglosassone. Senza voler criticare tale approccio, proponiamo una strada complementare, che nasce dalla specificità del modo italico di “fare progetto” e in particolare dalla cultura del design, più che, paradossalmente, dalle discipline dell’architettura e dell’urbanistica.
Forse questo approccio rappresenta una sorta di nuovo compendio per una via latina al concetto di Smart City, partendo proprio dall’importanza primaria delle caratteristiche morfologiche e urbanistiche, delle specificità territoriali e climatiche, delle culture abitative e degli “stili di vita” che nel nostro Paese, che ci piaccia o meno, sono ancora differenze forti e vive, che inevitabilmente marcano una sorta di Glocalismo a scala nazionale.
Una Smart City alla fine, oltre le definizioni tecniche che ne possono dare il City Protocol, l’ISO 37120 o la Smart City Wheel di Boyd Cohen, è per noi un sistema di relazioni che produce valore, un insieme dinamico in cui il tutto sia più della somma delle singole parti, dove la tecnologia sia strumento di simbiosi e di empatia. Se in passato il governo della città avveniva in differita, con strumenti urbanistici predittivi e normativi, nella città simbiotica la negoziazione avviene in tempo reale, le leggi si modificano secondo le trasformazioni stesse in atto, i cittadini condividono quanto sta per accadere, producendolo coscientemente.
All’intelligenza (smart city) preferiamo allora la coscienza (awareness design), ovvero la capacità di comprendere il valore della diversità, di essere sempre pronti alla replica, di avere consapevolezza dei processi e delle trasformazioni in corso. Una città di tutti è una città per tutti (una City for all, potremmo definirla), nei pieni principi dell’inclusione e della resilienza, della capacità di assorbire eventi traumatici, siano di natura sociale piuttosto che climatica.
Impossibile quindi, In Italia, non pensare che a lato di qualsiasi idea di Smart City non vi sia una Smart Land, distribuita e interconnessa, che porti con sé un’idea di crescita e consapevolezza del territorio, come luogo primo dal quale ripartire e sul quale provare a inventare e innestare nuove e diffuse forme di governo, imprenditoria, socialità, collaborazione fra soggetti, reti. Nell’ottica di una sempre più stretta integrazione fra città e campagna per lo sviluppo, l’innovazione tecnologica, la sostenibilità ambientale e l’identità dei singoli.
Credo proprio siano queste le basi latine e italiche della Smart City, o meglio della City by all, una città di individui distinti e diversi ma capaci di occuparsi ed avere consapevolezza del tutto e dell’insieme, di andare oltre sè stessi.

Giulio Ceppi, Marzo 2018

 

Giulio Ceppi, architetto laureato al Politecnico di Milano, studia Visual Design alla Scuola Politecnica di Milano ed e' dottore di ricerca in Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano. Dal 1996 e' anche visiting professor all'Interaction Design Institute di Ivrea. Dal 2004 e' direttore del Master in Business Design di Domus Academy.
Ha tenuto numerosi cicli di conferenze e seminari di progetto in Italia ed Europa, Stati Uniti, America Latina e Giappone ed e' stato docente incaricato presso le Universita' di Genova, Torino e Camerino.
Si occupa di progettazione sensoriale, design dei materiali e sviluppo di nuove tecnologie: dal 1991 al 1997 con Domus Academy Research Centre realizza progetti innovativi per vari marchi tra cui Abet Laminati, Assoplast, Bracco, Enichem, Mitsubishi, Philips Lighting, Swatch. Cura e partecipa a numerose mostre di design e progettazione dei materiali alla Triennale e al Salone del Mobile di Milano, alla Mole di Torino, a Pitti Casa e Uomo a Firenze, da Sacks a New York, e recentemente in Giappone a Kyoto e Yokohama.
Dal 1992 al 1999 progetta con Paolo Bodega architetture e sistemi ambientali pubblicati sulle principali riviste internazionali ed esposti in varie manifestazioni, tra cui la Biennale di Venezia del 2001.
E' membro dal 1992 dell'Associazione Nazionale Bioarchitettura e del relativo Curatorium. Dal 1998 al 2001 e' senior design consultant di Philips Design, network di ricerca e progetto con oltre 450 dipendenti e sedi in 25 diversi paesi nel mondo che nella sede milanese ha sviluppato vision e concept design, occupandosi di convergenza tra elettronica e altri settori merceologici. Nel 1999 fonda e dirige Total Tool, societa' per consulenze di identita' integrata, management dell’innovazione e progetto strategico, oggi con sedi a Tokyo e Buenos Aires.
Total Tool ha vinto diversi premi internazionali, quali il premio Impresa Cultura (Festo, 2000) e il XX Compasso d'oro (SVGomma, 2004) e partecipato ad importanti manifestazioni e concorsi nell'ambito della Comunita' Europea.

Tratto da www.designrepublic.it